Sabrina – Quinta parte
Ero veramente felice, non mi aspettavo che Sabrina fosse cosi espansiva con me, che addirittura conoscesse il mio nome, che venisse a salutarmi, e continuavo a chiedermi come tutto questo fosse stato possibile. Insomma, prima di quel giorno non mi aveva neanche mai guardato, neanche per sbaglio e ora mi aveva addirittura dato un bacio sulla guancia. Non sapevo come comportarmi, cosa dovevo fare, se la dovevo cercare e “attaccare bottone”, o se era meglio aspettare che lei tornasse per scartare il regalo.
Intanto Michele era aggrappato ai tavoli razziando cibo e bevendo Coca Cola a più non posso, senza curarsi di un minimo di forma che in certi casi diventa sostanza.
-Emanuele?
-Dimmi Michele
-Viè a mangà dai, ce stà ‘n sacco de robba qua
- No grazie non ho fame
-Dai su assaggia sti crostini cor salmone, so spettacolari
-Ma no grazie non mi va di mangiare ho lo stomaco chiuso
Già lo stomaco. E’ sempre stato il mio punto debole fin da bambino, ogni volta che ero nervoso lo stomaco mi si chiudeva, si rattrappiva, mi venivano crampi incredibili, tanto forti che dovevo prendere una medicina per farli passare. Anche quella sera visto che ero abbastanza nervoso avevo lo stomaco completamente chiuso e dolorante e poi io quando ero fuori casa nel mezzo di una festa con tante persone non mangiavo mai.
Intanto la festa continuava incurante del fatto che io non avessi fame, la gente ballava, persone che io non conoscevo, che saltavano come grilli su un prato di montagna, con facce improbabili e gesti ancora meno probabili. Io non ballavo, mai ballato ad una festa e in nessun altro posto, io ci tenevo a non fare figuracce, non volevo cominciare a muovermi in maniera scordnata solo perchè si doveva ballare. E poi che faccia mi sarebbe venuta nel mezzo del ballo? No era troppo rischioso, meglio rimanere fermi ad osservare e ad aspettare il ritorno di Sabrina.
Si ma cosa avrei detto a Sabrina, come dovevo comportarmi? Forse dovevo fare la persona spigliata, a suo agio, parlare senza problemi…no forse no, forse dovevo aspettare che lei dicesse qualcosa per poi agganciarmi al suo discorso. Non sapevo veramente che fare, ero paralizzato e lei era scomparsa, come inghiottita da quell’enorme sala delle feste. Mentre ero li fermo, appoggiato ad una colonna fantasticavo su come sarebbe stata la storia tra me e Sabrina, e mi venivamo in mente tante cose, scene, situazioni, stavo sognando ad occhi aperti, completamente isolato dal frastuono di quella festa.
Ad un certo punto, mentre ero li assorto nei miei pensieri, con lo sguardo perso nel vuoto cosmico, arriva Sabrina
-Allora Emanuele vogliamo scartarlo questo regalo?
-Come?
-Vogliamo scartere il tuo regalo?
-Ah si si scusa ero distratto
- A che pensavi?
-No a niente di particolare
-Dai allora scartiamolo insieme
-Si dai Sabrina ma tanto dalla forma si capisce cos’è
-Beh che c’entra ma non so esattamente cos’è, si vede che è un disco, ma non si vede altro
-In effetti
Avevo regalato a Sabrina il disco dei Metallica, che a me piaceva tantissimo.
-Bello grazie
-Ti piace?
-Si non ce l’avevo ancora questo disco
-Ah sono contento – arrossendo come un peperone – avevo paura che già ce l’avessi
-No no, anzi pensa che volevo comprarlo, ma visto che me lo hai regalato tu
-Già….visto che te l’ho regalato io..
-Non lo compro più – ridendo.
Rimanemmo per qualche secondo in silenizio uno di fronte all’altro, molto imbarazzati, molto impacciati, almeno cosi sembrava a me.
Poi lei si voltò verso una sua amica e se ne andò cosi all’improvviso. Rimasi di sasso, impietrito!
La guardavo mentre parlava con questa sua amica, ridacchiavano, ammiccavano fra loro, fino a che Sabrina tornò da me dicendomi che ci saremmo visti dopo.
Ero depresso! A sabrina non interessavo, si vedeva, ogni volta stava 3 minuti con me e poi andava via. Però d’altronde sembrava cosi gentile e carina quando mi parlava, che forse qualche possibilità c’era. Ero confuso!
Mentre facevo tutti questi discorsi tra me e me la musica cambiò, e passò dal metal ad una musica lenta.
Vedevo una persona in fondo alla sala con un piccolo megafono in mano…
-Allora ragazzi adesso facciamo il gioco del semaforo, si formino delle coppie e comincino a ballare, quando dico rosso la coppia rimane unita quando dico verde le coppie devo scambiarsi, capito?
Era la sorella di Sabrina, quella che io avevo scambiato per la madre per ben due volte.
Cominciarono tutti a ballare, tranne me naturalmente, che ero rimasto li immobile, quando Sabrina venne da me e mi chiese di ballare
-Dai balla con me
-Ma no guarda non mi va
-Dai su vieni
-Ma guarda ho il chiodo non mi sento tanto libero nei movimenti
-Toglitelo e comunque è un ballo lento non devi fare tanti movimenti
-Eh…va bene, però io non so ballare
-Neanche io
-ah beh allora..
Lei mi abbracciò e cominciammo a ballare questo lento
-Emanuele la conosci questa canzone?
-Si mi pare di si
Non potevo dirle che era la mia canzone preferita per i momenti di depressione e feci il vago
-E’ bellissima a me piace tantissimo
-Si è vero è molto bella, anche se non l’ho ascoltata spesso – mentivo spudoratamente.
La sorella nel frattempo aveva cominciato a chiamare i colori del semaforo attraverso il suo megafono
-Rosso!
-Giallo!
-Verdeeeeeee! Cambiate le coppie
-Eh Sabrina io non so con chia andare
-Dai cambia
Mi ritrovai in mezzo alla sala senza nessuno che ballasse con me, mentre Sabrina stava ballando con un tipo, che conoscevo di nome, un metallaro più grande di noi, chiamato “Lavandino”, per il fatto che era un grande bevitore di alcolici.
Mi dava fastidio vedere abrina abbracciata a Lavandino, era una immagine che mi disturbava..
-Rosso!
-Giallo!
Verdeee! Cambiate
Sabrina mi riprese con se a ballare
- Ma perchè non hai ballato con nessuno?
- Eh.. non sapevo con chi
- Con chi capita
- Ok
- Comunque dai stavolta non cambio e continuo a ballare con te
Cavolo era disposta a continuare a ballare con me, quindi forse le piacevo
-Ti ringrazio
-Ma figurati, mi pioace ballare con te
-Grazie….
Beh dovevo dirle qualcosa…sentivo di volerle dire che mi piaceva, non riuscivo a trattenermi e cosi persi il controllo e i freni inibitori
-Emanuele che hai detto?
-Che ho detto?
-Non so’ dicevi cose confuse
-Ah si?
-Si!
Che figura di merda!!!!! Non riuscivo neanche a dichiararmi in modo normale. Dovevo solo dirle che mi piaceva, solo questo, senza fare discorsi incomprensibili anche per me.
Mi decisi o la mva o la spacca pensai.
-Sabrina in effetti ti volevo dire che mi piaci, ecco!
Lei mi guardò per un attimo
-Emanuele non so…non me l’aspettavo
-Beh è cosi, scusa ma è cosi
-No ma non devi scusarti, ma non me l’aspettavo
-Si immagino, volevo dirtelo e te l’ho detto.
-Hai fatto bene, ma io non so cosa dire…cioè non ci avevo pensato
Le cose si mettevano malissimo, mi stava per dire che non le interessavo…
-Beh guarda Sabrina, non fa niente non ti preoccupare, fai come se non ti avessi detto niente
-Ma no no, il fatto è che…insomma io sono fidanzata
Fidanzata? Ma come Sabrina era findanzata? Che figura che avevo fatto, e non ne sapevo niente…e poi con chi era fidanzata?
-Oh scusami non sapevo che tu fossi fidanzata, scusa.
-No non scusarti, se non lo sapevi
-Ma con chi sei fidanzata?
-Sto con Ernesto!
Ernesto era il famoso “lavandino” il super bevitori di alcolici
-Ah Ernesto!
-Si lui, e sono 8 mesi che stiamo insieme
-Capisco, guarda mi spiace
-Ma no dai tranquillo
-Senti scusami ma vorrei sedermi
-Si si fai pure
Andai a sedermi su un divano in fondo alla sala, ero a pezzi, sconvolto e mi sentivo uno schifo. Ma come faceva Sabrina a stare con uno come “Lavandino”?
Non riuscivo a capire, volevo solo andarmene
-Ah emanuè ma che hai fatto?
-Niente niente Michè
-Madonna stai ‘no straccio oh!
-Eh lo so, lo so.
-Ma che t’è morto er gatto?
-Ma che sono ste frasi fatte, Michè? Ma ti pare che mo a quest’ora mi hanno telefonato qui per dirmi che mi è morto il gatto? ragiona no?
-Oh vabbè stai carmo, era pè di na cosa
-Vabbè va. Senti quando ce ne andiamo
-Eh mo fra poco andiamo
-Ok
Aspettai ancora un ora li seduto, in attesa che Michele si strrafogasse gli ultimi salatini della festa.
Tornato a casa mi buttai sul letto senza neanche spogliarmi, con mille pensieri in testa..